martedì 6 luglio 2010

Torta tipo Kinder Pinguì

Sono felicissima di inaugurare una nuova rubrica: “Le ricette inviate dai lettori” in cui voi visitatori diventate i protagonisti nel blog, contribuendo con le vostre gustose e straordinarie preparazioni ad arricchire il ricettario. 
La prima ricetta che vi presento in questa sezione è stata eseguita, e gentilmente inviata, da Giovanni di Napoli.  Per mancanza di tempo non ha ancora un suo blog ma ha una pagina curatissima su Facebook che vi invito a visitare: Peccato di gola 
Torta tipo Kinder Pinguì

Questa è una versione casalinga dell’omonimo dolce di una nota casa produttrice di dolci confezionati, in ogni caso ve la consiglio per la sua grande semplicità, effetto e grande sapore. 

Ingredienti: 
8 uova, 150gr di margarina, 30gr di cacao amaro in polvere, 160gr di farina 00, 240gr di zucchero, un pizzico di sale. 

Per la farcia: 
250ml di panna da montare, 1 barattolo di Nutella da 400g. (La Nutella è a piacere, io preferisco molto di più una mousse al cioccolato) 

Per la glassa: 
150gr di cioccolato fondente, 1 noce di burro. 


Procedimento: 
Iniziamo subito con il separare i tuorli dai bianchi, questi ultimi montiamoli a neve con un pizzico di sale (il pizzico di sale favorisce il montare dei bianchi). Lasciamoli da parte e iniziamo a lavorare i rossi con lo zucchero facendo diventare un composto omogeneo, chiaro e spumoso. 
Aggiungere il burro a temperatura ambiente, quindi morbido, ai rossi lavorati con lo zucchero, poi la farina setacciata e il cacao sempre passato a setaccio; un altro pizzico di sale. 
Aggiungete i bianchi montati a neve poco alla volta, poiché il composto farà resistenza. Alla fine incorporare i restanti bianchi, con una spatola o in sostituzione un cucchiaio di legno, dal basso verso l’alto, sempre con delicatezza ma con mano ferma. 
Questo procedimento sostituirà ampiamente il lievito utilizzato per i dolci. 
Imburrate e infarinate una teglia e lasciate cuocere in forno a 180° per 35-40 minuti. 

Una volta freddata la torta, tagliatela a metà e farcitela con la Nutella o con una crema a cioccolato, poi aggiungete la panna ben montata e chiudetela. 
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con una noce di burro e quando sarà fuso lasciatelo colare sulla torta e aiutatevi con una spatola a coprire ogni parte della torta. 
Guarnite con qualche fiocchetto di panna, con scagliette di cioccolata… insomma date libero sfogo alla fantasia. 

Grazie Giovanni.
Cannelle;-))

venerdì 2 luglio 2010

Calamarata

Di solito mi occupo io della spesa ma il pesce è la specialità di mio marito. Oggi ha portato a casa i calamari ed io ho subito pensato a quel magnifico pacco di CALAMARI di Gerardo di Nola che avevo in dispensa e che mi è stato inviato da DELIXEAT  il negozio online di prodotti alimentari tipici e specialità gastronomiche della cucina italiana.
Non è un gioco di parole!!! 
I  CALAMARI di Gerardo di Nola sono un formato di pasta ad anelli e il loro nome è dovuto alla loro somiglianza con gli anelli di calamaro!!!
CALAMARATA:
Ingredienti per 4 persone:

 350 gr di pasta formato calamarata (io ho usato "CALAMARI" di Gerardo di Nola )
due spicchi d'aglio (sbucciati e schiacciati)
400 gr di pomodorini o pelati schiacciati
4 filetti di acciuga (facoltativi)
peperoncino
mezzo bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo tritato
500 gr di calamari
olio extravergine d'oliva
sale

Procedimento:
Pulite i calamari privandoli dell'osso interno, delle interiora e della sacca dell'inchiostro. Eliminate occhi e bocca.
Lavateli bene sotto l'acqua corrente e tagliateli ad anelli.
Fate un soffritto con olio,  l’aglio, ( i filetti di acciuga), il peperoncino e i calamari, aggiungete il vino bianco e un po' d'acqua e fate cuocere finché il sughetto non si restringe.
Aggiungete i pomodorini,  aggiustate di sale e portate a cottura.
A piacere nel corso della cottura dei calamari potete aggiungere delle olive nere o una zucchina tagliata a rondelle.
  Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela al dente   e versatela nel tegame con il sugo di calamari. Fate saltare il tutto per qualche minuto e servite in tavola guarnendo i piatti con prezzemolo tritato.
La calamarata è un primo piatto che oltre ad essere molto appetitoso è anche bellissimo da vedere. Vi sfido a distinguere gli anelli di pasta da quelli dei cefalopodi.
Cannelle;-))



giovedì 17 giugno 2010

Pizza con rucola e formaggio fresco


Di solito faccio l'impasto per la pizza la mattina prima di uscire di casa per trovarlo pronto da stendere e da farcire la sera insieme alla mia piccola donnina che si dà un gran da fare per aiutarmi.
Pizza con rucola e formaggio fresco
Per la pasta:
600 gr farina 0(va bene anche solo 00oppure 50% farina 00 e 50% 0,manitoba o semola
300 ml circa di acqua tiepida (potrebbe servirne di più perciò aggiungetela un pò alla volta. Volendo potete sostituirla tutta o in parte con latte.)
25 gr di lievito di birra
1 cucchiaio raso di 
sale
10 gr 
zucchero (1 cucchiaino)

6 cucchiai di olio evo ( facoltativi)
Per il condimento:
100 gr di mozzarella
2 mazzetti di rucola
200 gr di robiola o altro formaggio fresco spalmabile
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe
Sciogliete il lievito e lo zucchero in poca acqua tiepida.
Per il condimento:
100 gr di mozzarella
2 mazzetti di rucola
200 gr di robiola o altro formaggio fresco spalmabile
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe
Sciogliete il lievito e lo zucchero in poca acqua tiepida.
Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e versatevi al centro il lievito diluito nell'acqua e, gradualmente,il resto dell' acqua e l'olio; iniziate a mescolare con un cucchiaio, quindi proseguite impastando con le mani.
Quando l'impasto è ancora umido, aggiungete il sale e impastate con forza fino ad ottenere un composto dalla consistenza omogenea che non dovrà attaccarsi alle mani.
Continuate a tirarla con le mani, stendendola e raccogliendola diverse volte. Infine formate una palla, ponetela in una ciotola appena infarinata, incidetela a croce, copritela con un telo e lasciatela lievitare in un luogo tiepido per 
almeno un'ora.
Riportate la pasta sulla spianatoia infarinata e stendetela con le mani dandole la forma desiderata.
Nota: Se avete a disposizione più tempo potete allungare i tempi di lievitazione e ridurre la quantità di lievito.

Su un piano infarinato stendete la pasta con le mani o con il matterello in modo da ottenere 4 pizze.
Cuocete in forno. 
Se usate la teglia: ungete leggermente una teglia, stendetevi la base di pasta, bucherellatela con una forchetta e cospargetela con la mozzarella. Salate, pepate e cuocete a 220°C per circa 20 minuti (10 nel ripiano più basso e 10 in quello centrale).
Se usate la pietra refrattaria: posizionate la pietra sotto il grill, scaldate bene il forno e poi accendete il grill. Infarinate una pala di legno, mettetevi sopra la base di pasta  e  lasciatela scivolare sulla pietra. Cuocete per circa 10 minuti.
Sfornate, unite la rucola e il formaggio fresco a fiocchetti.
Condite con un filo d'olio e servite subito. 
Buona pizza a tutti, Cannelle:-)))



martedì 15 giugno 2010

Panna cotta alla vaniglia su salsa di kiwi


Qualche giorno fa ho ricevuto questo bellissimo stampo pallone da Silikomart e siccome non ci sono compleanni in vista ho pensato di utilizzarlo per realizzare un dolce da portare a casa di amici per la prima partita dell'Italia ai mondiali in South Africa.
Lo stampo è stupendo ed è facilissimo da sformare. 




Panna cotta alla vaniglia su salsa di kiwi


Per la panna cotta:
mezzo litro di panna fresca (o di panna da cucina o preparato per decorare)
mezzo litro di latte
80 gr di zucchero
1o gr di colla di pesce
una stecca di vaniglia FACOLTATIVA
Fate ammollare la gelatina in una ciotola con acqua fredda per 15 minuti.
Versate il latte e la panna in un pentolino, scaldate a fuoco basso mescolando con una spatola di legno. Togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina sgocciolata e fatela sciogliere completamente.
Unite lo zucchero (e la stecca di vaniglia) e amalgamate bene tutti gli ingredienti.
Versate il composto nello stampo Silikomart (al primo utilizzo va imburrato) e mettete a rapprendere in frigorifero per  tutta al notte).
Per la salsa di kiwi:
200 gr di kiwi maturi
30 gr di zucchero
2 cucchiai di succo di limone
Sbucciate i kiwi, affettateli e frullateli con il succo di limone e lo zucchero.
Variante
In un pentolino mettete lo zucchero con 5 cucchiai di acqua, portate a ebollizione  e lasciate sobbollire per 5 minuti a fuoco dolce.
Sbucciate i kiwi, frullateli con il succo di limone e unite tutto allo sciroppo ormai tiepido.

Speriamo che i campioni in carica giochino tante partite così potrò sbizzarrirmi con il mio stampo pallone.
Cannelle:-)


sabato 22 maggio 2010

La vera focaccia barese









"La focaccia barese si prepara mescolando farina di grano tenero, sale, lievito e acqua. Ne deriva un impasto piuttosto liquido che si versa in una teglia rotonda, si condisce con olio, pomodori freschi, olive e poi si cuoce nel forno a legna. Proprio perché l'impasto è liquido, i pezzi di pomodoro e le olive sprofondano nella pasta, creando e riempiendo dei piccoli crateri morbidi che diventano le parti più buone della focaccia. Si mangia calda ma non bollente, avvolta in un pezzo di carta da panificio, uscendo da scuola, al mare, per cena o anche per pranzo (o merenda o anche colazione, ma questa è roba da esperti): veloce, economico e deliziosamente unto.
La focaccia è una delle cose più buone al mondo. Mi trattengo dal dire che è la più buona per mantenere un minimo di prospettiva e per evitare il delirio campanilistico. Ci sono quelle sottili e croccanti, quelle alte e soffici, quelle con l'aggiunta delle patate o del rosmarino e molte altre varianti. Anche se la vera focaccia è quella con pomodori, olive, bordi bruciacchiati e basta. Va accompagnata, possibilmente, da una bella bottiglia di birra molto fredda. Se poi uno ha proprio voglia di un'incursione nell'alta cucina, il piacere supremo è... la focaccia calda farcita con fette sottilissime di mortadella. La mortadella tagliata sottile, al contatto con la mollica calda e fragrante, sprigiona un profumo che fa impazzire le ghiandole salivari.
A differenza di molte cose buone, che sono scarse e spesso costose, la focaccia, a Bari, si trova ovunque ci sia 
un panificio. Cioè ovunque, e tutti se la possono comprare.
La focaccia, a Bari, è una metafora dell'uguaglianza e uno dei pochi simboli (fra questi, degne di nota anche le 
cozze crude) in cui i baresi riconoscono la loro identità collettiva". 
E' l'inizio dell'epilogo di "Né qui né altrove - una notte a Bari" di Gianrico Carofiglio (magistrato, scrittore e senatore della Repubblica). Editori Laterza.

Gianrico Carofiglio è diventato una delle mie più recenti passioni letterarie.  
In queste righe descrive perfettamente la vera focaccia (f'cazz, ruota o sterzo) barese che, però, fatta in casa non è mai come quella del panificio. Io, dopo aver carpito segreti a destra e a manca e fatto vari  tentativi, sono arrivata ad un risultato che si avvicina molto a quella dei forni cittadini: con la mollica morbida, il contorno croccante, saporita e deliziosamente unta:-)))
Gli ingredienti per una focaccia sono:
Per l'impasto: 
300 gr di farina 00 (o di semola o metà e metà o nelle proporzioni che volete, non c'è una regola)
facoltativo: 1 patata media di 150 gr circa, lessata, fatta intiepidire e schiacciata con lo schiacciapatate 

200 gr di acqua tiepida (circa il 60 % rispetto alla farina)
mezzo cubetto di lievito di birra o mezza bustina di lievito liofilizzato
2 cucchiai di olio evo (meglio se pugliese di olive coratine) 
1/2 cucchiaio raso di sale
1 cucchiaino di zucchero (facoltativo)



Per il condimento:
pomodorini  perini o datterini o ciliegini
una manciata di olive baresane o, in alternativa, in salamoia o di Gaeta
Origano
Olio evo 

Sale
Dividete l'acqua in due recipienti dove in uno scioglierete il lievito con lo zucchero e nell'altro il sale con l'olio.  In una ciotola grande mettete la farina (e la patata lessa e schiacciata), aggiungete il lievito sciolto nell'acqua tiepida e incominciate a mescolare, quindi aggiungete man mano il resto dell'acqua ed impastate energicamente con le mani per 10/15 minuti finchè non appariranno delle grosse bolle d' aria. 
Il composto dev'essere molto morbido ma non liquido.
Per impastare potete anche usare uno sbattitore che ha le fruste a spirali o un robot da cucina o una piccola impastatrice.
Se usate il Bimby, mettete tutti gli ingredienti nel boccale 3 min. vel. spiga.


Fatto l'impasto coprite il recipiente con 1 panno umido o con pellicola da cucina e fate lievitare  per almeno un'ora in un luogo riparato da correnti d'aria.  (Io metto nel forno spento e con la luce accesa. Se non avete il forno elettrico coprite il recipiente con una coperta
Potete anche preparare l'impasto in anticipo o il giorno prima e tenerlo nella parte bassa del frigo per 12/24 ore). 


Nel frattempo, in una ciotolina rompete i pomodorini con le mani (oppure tagliateli a metà e schiacciateli) per far uscire il loro liquido. Salateli, conditeli con un filo d'olio e origano e lasciate insaporire.
Ungete bene una teglia di 32 cm  di diametro e spolverizzatela con un po' di sale 
(Se la focaccia la volete alta usate una teglia più piccola).
Rovesciate l'impasto lievitato nella teglia, senza sgonfiarlo. Stendetelo con le mani unte, senza schiacciare per non perdere i gas di lievitazione, fino ad ottenere uno strato omogeneo che arrivi ai bordi del recipiente.
Farcite con le olive e con i pomodori (in modo che la buccia sia verso l'alto e la polpa verso l'impasto), e bagnate con il liquido emesso dai pomodorini e che avevate condito. Coprite con una teglia più grande e poi con una coperta e fate lievitare un'altra ora.
A questo punto cospargete la superficie con sale fino e origano e infornate a 220° nella parte bassa del forno per circa 15 minuti, o fino a quando la focaccia si stacca dalle pareti della teglia, poi mettetela sulla griglia al 2° livello e abbassate il fuoco a 180°per 15/20 minuti finché sarà di un bel colore bruno (Se avete il forno ventilato sarà sufficiente metterla nella parte centrale).
Toglietela dal forno e bagnate subito la superficie con mezzo bicchiere d'acqua (se vi dimenticate non fa niente ma copritela con un panno finché si intiepidisce).


Servitela calda o tiepida, gustatela ad occhi chiusi e poi ditemi se Carofiglio non ha ragione a scrivere che la focaccia barese è una delle cose più buone al mondo.
C@nnelle 

giovedì 20 maggio 2010

Seppie ripiene al sugo di pomodoro



Mia suocera è una bravissima cuoca e questo piatto della tradizione pugliese l'ho imparato da lei.

Prima di pulire le seppie, ricordatevi di indossare dei guanti, meglio se usa e getta tipo quelli da chirurgo, ed un grembiule.
Separate il corpo della seppia dalla testa tenendo la sacca ferma con una mano e aiutandovi con le forbici tagliate nei punti dove la testa resta ancorata al corpo e sfilatela, assieme con i tentacoli (così fuoriesce anche l'intestino e la vescicola con l'inchiostro che vanno eliminati).
Pelate la sacca afferrandola per un lembo tirando via la pelle ed estraete l'osso.
Dalla centro della testa eliminate la bocca a becco e gli occhi con le forbici (vi consiglio di farlo dentro una bacinella piena d'acqua se non volete ritrovarvi con il viso a pois neri!).
Sciacquate bene sotto l' acqua corrente e mettete in un colino.
Detto questo la ricetta delle seppie ripiene è la seguente:

Per il ripieno:
Ingredienti x 4 persone: 
4 seppie medie e  fresche
mollica di pane fresca (non pangrattato)
formaggio grattugiato,meglio se pecorino romano (Qui nel meridione si usa accostare il pecorino al pesce e ai molluschi. Il risultato è eccezionale, quindi non meravigliatevi ma provate!)
aglio tritato finemente (non molto altrimenti copre il sapore delle seppie)
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
3-4 uova
In una terrina mescolate la mollica di pane, il formaggio grattugiato, l'aglio tritato, il prezzemolo tritato, sale e pepe. A questo composto aggiungete i tentacoli tagliati a pezzetti, un filo d'olio e le uova per legare.



Riempite le sacche e chiudetele con uno stecchino o cucitele con ago e filo di cotone.
Per il sugo:
1 e ½ kg di pomodori freschi per salsa (in alternativa 2 scatole di pelati da 800 gr)
olio evo q.b. 
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritato 
In una pentola capace mettete 4 cucchiai di olio evo, 1 spicchio d'aglio schiacciato, prezzemolo e le seppie ripiene.
Fate soffriggere tenendo la fiamma al minimo. Aggiungete poco vino bianco e scuotete spesso la pentola. 
Quando le seppie cominciano ad attaccarsi al fondo, aggiungete pomodori pelati e poca acqua o brodo.
Aggiustate di sale e portate a cottura.
Con questo gustoso sugo potete condire spaghetti e servire dopo aver spolverizzato con prezzemolo tritato e pecorino romano grattugiato.


Buon appetito!
Cannelle;-))


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