lunedì 14 gennaio 2008

Fave e cicorie


E' uno dei piatti tipici della Puglia e della Lucania, un piatto davvero speciale che abbina il giallo dolce delle fave unito al verde amaro della cicoria.
Per 4 persone:
200 gr. di fave secche decorticate
1 patata sbucciata, tagliata a tocchettini( facoltativa)
800 gr. di cicoria
olio extra vergine di oliva
Sciacquate bene le fave, copritele con acqua.
Non appena si alza il bollore, salate, abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere (schiumatele, se necessario) per circa 1 ora senza mai mescolare fino a quando le fave saranno tenerissime e quasi disfatte (aggiungendo l'acqua necessaria man mano che la precedente viene assorbita).
Intanto mondate la cicoria, lavatela più volte sotto l'acqua corrente e lessatela in abbondante acqua salata in ebollizione.Scolatela ancora al dente e tenetela in caldo.
Quando le fave sono pronte, incorporate 3 cucchiai d'olio e lavoratele energicamente con un cucchiaio di legno oppure frullatele con il minipimer, in modo da trasformarle in una purea che dovrà essere non troppo densa.
(Se necessario, fatela addensare per qualche minuto sul fuoco, mescolandola continuamente viceversa diluitela con qualche cucchiaio di acqua calda).
Distribuite la purea caldissima nei singoli piatti con accanto una porzione di verdura.
Insaporite fave e cicoria con un'abbondante macinata di pepe (se vi piace) irrorate con olio e servite.
Si passa una forchettata di cicoria dentro la purea di fave e si arrotola come fossero spaghetti: il gusto amaro della cicoria si arricchisce della dolce pastosità delle fave con un risultato veramente ottimo.
Piatto povero per eccellenza, le fave rappresentavano fino a non molti anni fa la base dell'alimentazione delle classi meno privilegiate, mentre ai nostri giorni, con la rivalutazione della dieta mediterranea, sono diventate quasi una ricercatezza gastronomica.
La purea di fave è ottima anche servita con le cime di rapa, con la cicoria catalogna e con tutte le verdure di gusto un po' amaro.
Note:
Le cicorie sono le paesane o le selvatiche (campestri), queste ultime dal sapore inconfondibilmente amarognolo.
Le fave possono essere anche con la buccia e in questo caso non si fa la purea ma si servono intere.
)

9 commenti:

aracoco ha detto...

Quanto mi piacciono le cicorie selvatiche...con le fave non le ho mai fatte, in genere le cucino con i fagioli e l'olio rosso!
Bellissima ricetta, Cannelle
http://dolcienonsolo.myblog.it/

andrea matranga ha detto...

Matri,matri,che devono essere buoni.é sempre un piacere venirti a trovare,purtroppo lo è solo per gli occhi.Se passo dalle tue parti sicuramente trovo dove cucini anche senza avere l'indirizzo preciso.....sarà il profumo che emana la tua cucina a farmi da guida.
Ciao Bravissima

miciapallina ha detto...

Mangiate una volta, da una amica pugliese!
Che buone!
Mi sa che faccio come pollicino..... seguo l'odore e ti raggiungo!
nasinasi
miciapallina

Cannelle ha detto...

@-aracoco-per 'olio rosso' intendi quello scaldato con un po' di paprica?Ci metti anche aglio e/o cipolla o niente? Grazie Ari, mi ricordi casa mia!

Cannelle ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cannelle ha detto...

@-andrea matranga-miciapallina-
che olfatto che avete!Già,tra un cuoco e una gattina...
Vi assicuro che anche il gusto ne gode,perché il sapore è particolare e delizioso.A presto

elisabetta ha detto...

Io questo piatto lo adoro, mi piace così tanto che quando tengo lezioni sull'uso dei legumi non manco mai di metterlo all'ordine del giorno!

aracoco ha detto...

Si intendo proprio quello...friggo l'aglio nell'olio e poi aggiungo "u pipazz"...

Cannelle ha detto...

@elisabetta-vorrei tanto partecipare alle tue lezioni!

@aracoco-"u pipazz russ".
Traduzione per tutti gli altri:il peperone rosso.Si tratta dei peperoni rossi essiccati al sole che poi vengono macinati finemente per fare la paprica,dolce o piccante.

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